
Břevnov
Břevnov è un quartiere storico di Praga, menzionato per la prima volta nel 993 nella fondazione del Monastero di Břevnov, il più importante della zona, centro di religione e cultura. Oltre al monastero, Břevnov ha una storia ricca, che include la presenza di un birrificio monastico e altri edifici storici. Fino al 1921, Břevnov era un comune indipendente, poi è diventato parte della Grande Praga. Il quartiere ha subito notevoli trasformazioni urbanistiche, mantenendo tuttavia il suo fascino storico, soprattutto grazie al monastero e alle sue vicinanze.
Monastero di Břevnov
Il Monastero di Břevnov fu fondato alla fine del X secolo da Adalberto di Praga (Svatý Vojtěch).
Entrato in conflitto con il sovrano, Adalberto lasciò la Boemia nel 994, e fu Bretislao I a dare inizio alla costruzione di una chiesa in pietra. Lo stesso Bretislao portò al monastero i resti di Gontiero di Turingia, monaco dell’abbazia di Niederaltaich in Baviera.
Oltre a essere un importante centro religioso, il monastero di Břevnov divenne anche un polo culturale e di istruzione. I monaci benedettini qui residenti si dedicarono alla trascrizione di manoscritti e alla conservazione del sapere, contribuendo alla diffusione della cultura nella Boemia medievale.
Durante le guerre hussite, nel 1420, l’abate e i monaci fuggirono a Broumov, mentre l’intero monastero, compreso il birrificio, venne quasi completamente distrutto.
Dopo la Guerra dei Trent’anni, tra il 1708 e il 1740, sotto l’abate Othmar Daniel Zinke, venne realizzato un complesso monastico barocco, progettato dall’architetto Christoph Dientzenhofer. Gli interni degli edifici, inclusa la Chiesa di Santa Margherita, vennero decorati dal figlio, Kilian Ignaz Dientzenhofer. Il monastero è arricchito anche dalle pale d’altare opera di Petr Brandl, da un affresco di Cosmas Damian Asam e dagli stucchi di Egid Quirin Asam.
La cripta romanica e i giardini storici
All’interno del complesso si trova una cripta romanica, una delle più antiche della Boemia, risalente probabilmente all’XI secolo. Questo spazio sacro ha resistito alle distruzioni e ricostruzioni, rappresentando una testimonianza dell’architettura medievale del monastero.
Il monastero è circondato da giardini storici, dove un tempo i monaci coltivavano erbe medicinali e piante aromatiche per scopi curativi e culinari, in linea con la tradizione benedettina.
La chiusura sotto il regime nazista e comunista
Dopo l’occupazione nazista della Cecoslovacchia nel 1938, il monastero fu sequestrato dalle forze della Wehrmacht.
Nel dopoguerra, nel 1950, il monastero fu espropriato dal governo comunista cecoslovacco. L’abate Anastáz Opasek (1913-1999) fu condannato per alto tradimento e spionaggio in un processo farsa, mentre i monaci furono deportati. Il complesso fu utilizzato fino al 1990 come base della StB, la polizia segreta comunista.
Dopo la Rivoluzione di Velluto, il monastero venne restaurato e nel 1997 fu visitato da Papa Giovanni Paolo II, che lo elevò al rango di Arciabbazia. La visita del pontefice rappresentò un momento simbolico per il ritorno del monastero alla sua vocazione religiosa e culturale.
Il birrificio più antico della Boemia
Il Monastero di Břevnov è anche noto per il suo birrificio storico, considerato il più antico birrificio monastico della Boemia, con origini che risalgono almeno al XIII secolo. Dopo una pausa durata circa 120 anni, il birrificio ha riaperto nel 2011, producendo birre ispirate alle antiche ricette monastiche.
Una delle birre più famose è la Břevnovský Benedict, che richiama le tradizioni brassicole benedettine. Il birrificio rappresenta oggi una delle attrazioni principali del monastero, offrendo ai visitatori la possibilità di degustare birre artigianali uniche nel loro genere.
