Durante il regno dell’imperatore Rodolfo II, i tempi erano turbolenti per la comunità ebraica di Praga. Pogrom e attacchi erano all’ordine del giorno, e il rabbino Jehuda Löw si impegnava a proteggere gli abitanti del ghetto, offrendo loro anche conforto spirituale. Fu in questo clima di tensione che nacque la leggenda del Golem, una creatura destinata a difendere il popolo ebraico dai pericoli provenienti dall’esterno.
La Creazione del Golem
Si racconta che una notte il rabbino Löw ebbe un sogno misterioso: una voce gli ordinava di plasmare dalla terra un essere che lo avrebbe aiutato a proteggere la sua gente. Seguendo questa visione, il rabbino si recò fuori dalle mura della città insieme a due fidati discepoli. Giunti lungo le rive della Moldava, trovarono un’argilla morbida e umida, perfetta per il loro scopo. Con cura, modellarono un’enorme figura umanoide.
Completata l’opera, i tre uomini eseguirono un rituale sacro. Uno dei discepoli camminò attorno alla creatura pronunciando parole mistiche, e il corpo di argilla divenne duro come ferro incandescente. Il secondo allievo ripeté il giro, raffreddandolo. Infine, lo stesso rabbino Löw completò il rito, inserendo un cartiglio con un’iscrizione segreta nella bocca del Golem. Immediatamente, la creatura aprì gli occhi e si sollevò, pronta a eseguire gli ordini del suo creatore.
Il Golem a Praga
Rabbino e discepoli vestirono il Golem e lo condussero nel ghetto, presentandolo come un nuovo servitore. Di giorno aiutava nei lavori della sinagoga, ma il suo compito principale si svolgeva di notte: pattugliava le strade, proteggendo gli ebrei da aggressioni e ingiustizie.
Un giorno, però, una giovane serva cristiana scomparve nei pressi del ghetto, e i sospetti caddero immediatamente sul Golem, temuto dai non ebrei. Per scagionarlo, il rabbino gli ordinò di cercare la ragazza. Dopo lunghe ricerche, la ritrovò sana e salva, e l’accusa contro di lui cadde. Tuttavia, il clima di diffidenza non si dissipò del tutto.

La Fine del Golem
Col passare del tempo, la potenza del Golem cresceva sempre di più. Per controllarlo, il rabbino Löw era solito rimuovere il cartiglio dalla sua bocca, disattivandolo momentaneamente. Un giorno, però, se ne dimenticò. La creatura, sopraffatta dalla sua stessa forza, perse il controllo e iniziò a distruggere tutto ciò che incontrava.
Allarmato, il rabbino accorse e gli ordinò di fermarsi. Recuperato il cartiglio, lo sostituì con uno nuovo e lo mandò a riposare nella soffitta della Sinagoga Vecchio-Nuova (Staronová Synagoga). Poi, con l’aiuto dei suoi discepoli, pronunciò al contrario la formula magica con cui lo aveva creato. Il Golem si irrigidì, il suo corpo si sgretolò e infine si dissolse in polvere.
Da allora, l’accesso alla soffitta della sinagoga venne proibito. Secoli dopo, il rabbino Landau, affascinato dalla leggenda, decise di esplorare il luogo. Quando ne uscì, era pallido e tremante, e si rifiutò di rivelare ciò che aveva visto. Ancora oggi, la leggenda narra che il Golem potrebbe dormire lì, in attesa di essere risvegliato in tempi di necessità.
