Indirizzo: Staroměstské náměstí, Praha 1
Come arrivare all’Orologio Astronomico

L’Orologio Astronomico di Praga (Staroměstský orloj) è un capolavoro tecnico unico al mondo. È l’ultimo orologio a misurare il tempo secondo il sistema babilonese e a indicare l’antica ora boema.
Il meccanismo è custodito nelle mura del municipio, all’interno di una torretta di pietra che si apre con due chiavi: una in possesso dell’Orlojník (il Mastro orologiaio) e l’altra nel Municipio della Città Vecchia (Staroměstská radnice).
Fino alla fine della Seconda Guerra Mondiale, l’Orologio veniva caricato manualmente con una manovella, per poi essere collegato a un motore elettrico. Oggi, oltre a segnare le ore, l’orologio mostra i movimenti dei corpi celesti e racconta simbolicamente la visione del mondo medievale.
Ogni ora, il meccanismo dà vita al Corteo degli Apostoli, un affascinante spettacolo che culmina con il canto del gallo e il suono della campana che segna l’ora.
Nel corso della sua storia, l’orologio ha affrontato numerosi guasti, ma è sempre stato riparato grazie alla dedizione di orologiai esperti.
Realizzato nel 1410 da Mikuláš di Kadaň, l’Orologio è collocato sulla parete meridionale del Municipio della Città Vecchia.
La famosa leggenda di Mastro Hanuš, che sarebbe stato accecato per impedire che ricreasse l’orologio, è infondata. In realtà, alla fine del XV secolo, l’orologiaio Jan Růže (identificato come Mastro Hanuš) riparò e rimise in funzione l’orologio.
Nel 1787 e nel 1824, l’orologio si fermò, rischiando di essere smantellato. Tuttavia, in entrambe le occasioni, fu riparato e tornò a funzionare, anche se parzialmente. Nel 1865, un nuovo orologiaio, Ludvík Hainz, riuscì a restituire pienamente vita al meccanismo.
Hainz, che gestiva una bottega di orologiaio di fronte all’orologio, ne osservava il decadimento con preoccupazione. Su sua iniziativa e con il sostegno del comune, tra il 1864 e il 1866 l’orologio fu restaurato.
Negli anni successivi, Hainz divenne l’amministratore dell’orologio, e suo figlio, L. Hainz II, continuò la tradizione familiare di produrre orologi per torri e campanili.
Durante la Seconda Guerra Mondiale, l’orologio subì gravi danni a causa dei bombardamenti tedeschi. Il quadrante astronomico fu distrutto, il tettuccio del meccanismo andò perduto, e alcune figure, come il Vanitoso e l’Avaro, furono danneggiate.
Dopo la guerra, i consiglieri si rivolsero nuovamente a Hainz per un parere sul restauro. Sebbene Hainz proponesse di sostituire il meccanismo danneggiato con uno nuovo, i dipendenti dell’azienda rifiutarono. Fu così che, con l’aiuto dei fratelli Vesečtí e dell’apprendista J. Valášek, l’orologio fu restaurato e rimesso in funzione.
Questa azione ha garantito la sopravvivenza dell’orologio per le generazioni future. Ogni ora, il Corteo degli Apostoli inizia con il suono della campanella azionata dallo Scheletro (Smrtka), che scuote la testa verso il Turco (Turek), simbolo del vizio.
L’Avaro (Lakomec) stringe gelosamente i suoi soldi, mentre il Vanitoso (Marnivec) si ammira vanitosamente allo specchio. Al termine, il Gallo (Kohout) canta dal suo angolo, e secondo la leggenda, fantasmi e diavoli fuggono al primo canto.
Sotto il quadrante astronomico, si trovano quattro statue in legno: il Filosofo (Filosof) con una penna, l’Astronomo (Astronom) con il telescopio, il Cronista (Kronikář) con un libro, e l’Arcangelo Michele (Archanděl Michael) con una spada di fuoco.
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